Diogo Dalot (Getty Images)
Diogo Dalot, terzino del Milan in prestito dal Manchester United, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a SportWeek, queste le parole del terzino portoghese:
Scudetto? “Se ci crediamo? E’ normale quando fai tanti punti e nello spogliatoio vedi un certo tipo di giocatori, o ex, vincenti come Zlatan o Bonera e Dida allora cominci a credere di poter vincere. La cosa importante è mantenere equilibrio. Se ci riusciamo, sono convinto che possiamo giocarcela fino in fondo”.
“Il fatto di conoscere da anni Leao e di essergli amico mi sta aiutando molto, in realtà qui ho trovato un gruppo di giocatori e uno staff tecnico che sono come una cosa sola. Questo ha accelerato i tempi per inserirmi”.
Leao? “Siamo abbastanza diversi. Lui fuori dal campo è molto più estroverso, mentre io in campo più concentrato. Non che lui non lo sia, diciamo che lo è in modo diverso. Forse per questo siamo così amici, perché siamo complementari. Insieme stiamo bene, sono una figura paterna, lo tranquillizzo, lo invito a riflettere prima di fare una cosa, ad andarci piano. Gli sto vicino e gli dico quello che va bene o che non va bene. Lui mi sprona a stare calmo, che non devo preoccuparmi troppo per tutto. Siamo l’opposto e siamo amici”.
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Mourinho e Pioli? “Devo dire che Mou mi ha lasciato tante cose. Innanzitutto è l’uomo che mi ha fatto salire un gradino, grazie a lui sono andato in Premier ed ho giocato la Champions. Poi mi ha sempre fatto vedere, spiegandomelo, quello che mi mancava per diventare forte, sa gestire bene tutto”.
Pioli? “Mi piace la sua capacità di comunicare con i giocatori, facendo sentire utile tutti i calciatori che si allenano con noi, sia che scenda in campo una volta al mese. Come tecnico sta facendo un lavoro fantastico e la classifica dice tutto”.
Poco spazio? “Quando ho accettato la proposta del Milan avevo un obiettivo più importante di altri, sentire di nuovo il profumo dell’erba. Prima di tutto volevo tornare ad essere considerato dopo gli infortuni. Ora ci sono riuscito. Finora sono sempre stato a disposizione dell’allenatore. Poi volevo dimostrare di meritare di giocare, e sto lavorando molto”.
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