Eriksen prima del malore (Getty Images)
Come sta oggi Christian Eriksen? In tanti, tifosi e non, si sono svegliati questa mattina con la domanda sulle condizioni dello svedese.
A rispondere è stata la Federazione danese che, dopo la sconfitta di ieri in campo, ha vinto la paritta più bella emettendo un comunicato sul proprio profilo Twitter.
La Danimarca ha dato un aggiornamento sulle condizioni di Christian Eriksen, ora fuori pericolo.
“Questa mattina abbiamo parlato con Christian, che ha fatto i complimenti alla squadra per la gara di ieri. Oggi lui è stabile, continua ad essere ospedalizzato per ulteriori esami. La squadra e lo staff della Nazionale ha ricevuto assistenza e continua a rimanere vicino al calciatore dopo la gara ed il malore. Vogliamo ringraziare tutti per gli auguri di cuore a Christian arrivati dai tifosi, dai giocatori, dalle Famiglie Reali e anche dalle associazioni. Incoraggiamo tutti a mandare i propri auguri alla FA danese, che provvederà a girarle alla famiglia”.
La Federazione danese non ha però chiarito la causa del malore di Eriksen ieri in campo contro la Finlandia.
A tal proposito ha provato a dare una risposta il Professor Gaetano Thiene, esperto di morte cardiaca improvvisa negli atleti, nel corso di un’intervista concessa al Corriere della Sera:
“Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. Per fortuna c’è stato un miracolo, gli hanno salvato la vita, la sua è stata una morte che ha subito un aborto. È stato un grande successo. Ecco il paradosso. Assurdo come abbia giocato per 40 minuti.
Il cuore è capace di prestazioni sportive enormi, di grandi performance meccaniche, ma l’elettricità è diversa, è come se il cuore avesse subito un blackout elettrico. Un cortocircuito come succede a casa. Andrebbero premiati tutti, dal compagno di squadra (il capitano Kjaer, ndr) che ha avuto la prontezza di spostargli la lingua a chi è entrato per soccorrerlo. Soprattutto i medici che per diversi minuti gli hanno praticato il massaggio cardiaco e chi ha usato il defibrillatore.
Il defibrillatore è stata una grandissima invenzione, è un salvavita. Se l’hanno usato è perchè avevano visto una fibrillazione ventricolare, il ragazzo ha perso coscienza, non poteva essere una sincope banale altrimenti si sarebbe rimesso. Una patologia sottostante c’è di sicuro. E purtroppo queste cose succedono”.
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