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Bologna: Mihajlovic avvertito della guerra compie un gesto estremo

Panico, un velo di malinconia e tristezza a Bologna con Sinisa Mihajlovic che non ha potuto nascondere il suo stato d’animo dopo il tema affrontato dalla stampa.

Bologna: la conferenza stampa di Sinisa Mihajlovic

Domani per il Bologna ci sarà l’impegno in trasferta contro la Salernitana. Sinisa Mihajlovic ha presentato la sfida, contro la squadra di Davide Nicola, nella consueta conferenza stampa di vigilia dal quartier generale dei rossoblù a Casteldebole.

Mihajlovic durante la conferenza stampa del Bologna si è soffermato anche sulla guerra in Ucraina. Il tecnico ha vissuto anche lui la guerra in Serbia, quando era calciatore e militava nella Lazio ed è per questo che è apparso molto turbato su questo tema a lui molto delicato.

L’argomento della guerra tra Ucraina e Russia ha toccato molto Mihajlovic che durante la conferenza stampa del Bologna ha espresso tutto il suo disappunto. Ecco cosa è accaduto.

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Bologna: Mihajlovic si commuove durante la conferenza

Sinisa Mihajlovic ha vissuto sulla sua pelle la guerra nell’ex Jugoslavia. A 53 anni, l’ex difensore di Lazio e Inter, oggi allenatore del Bologna, si è soffermato sui temi attuali e su ciò che sta accadendo in Ucraina.

“Ricordo la guerra e devo dire che i legami con la famiglia non esistevano più. Ricordo che mio cugino era intenzionato a lanciare una bomba e mio padre guardava la partita della Stella Rossa di Belgrado. Si fermò, poi, solo perché insieme a mio papà c’era anche il fratello”.

Poi Mihajlovic ha provato a continuare e la commozione ha colpito l’allenatore che non ha mai dimenticato gli episodi accaduti nell’ex Jugoslavia.

LEGGI: Guerra Ucraina: Serie A rinviata per protesta, è UFFICIALE

Bologna: Mihajlovic sulla guerra in Ucraina

“Quando ho vinto il campionato con la Lazio bombardavano ancora, ricordo che nel mio Paese c’era la guerra mentre io vincevo la Coppa dei Campioni”.

“La guerra non è l’unica soluzione per risolvere i problemi, la fanno i ricchi ma sono i poveri a morire. Quando ero calciatore speravo che gli allenamenti non finissero mai per non pensare alla guerra. Tornavo a casa e poi ascoltavo e vedevo ciò che stava accadendo”. 

LEGGI: Champions League, finale spostata per la guerra: la Russia si ribella, l’annuncio

Matteo Esposito

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